Il genere Plantago comprende numerose specie, tutte accomunate dalle medesime proprietà medicinali.
Si tratta di piante acauli, di dimensioni piuttosto contenute, poco appariscenti e tutt’altro che aromatiche, caratterizzate da foglie vistosamente
parallelinervie e proprietà curative di prim’ordine.
Nonostante le piantaggini siano piante in genere piuttosto piccole, mi è a volte capitato di incontrare esemplari di Plantago Mayor di dimensioni
(relativamente) ragguardevoli.
Le specie più comunemente diffuse ed utilizzate sono la Plantago Mayor e Plantago Lanceolata.
Amano I terreni compatti, non disturbati da lavorazioni, e crescono volentieri anche fra le spacche del cemento nelle città, resistendo a livelli di
inquinamento anche piuttosto elevati (certo, eviteremo di raccogliere per uso interno piante cresciute in ambienti del genere, ma in caso di estrema necessità,
per uso esterno, potrebbero anche essere utilizzate).
Le foglie, applicate su piaghe e ferite, erano celebrate dalla vecchia medicina per le loro proprietà astringenti, cicatrizzanti e disinfettanti.
Forniscono grande aiuto anche in caso di morsi di animali e punture di insetti anche velenosi.
La letteratura le riporta efficaci anche in caso di morso di vipera (e di altri serpenti velenosi), ma non avendone esperienza diretta non mi sento di
certificarlo (a tal proposito è bene ricordare come la prima cosa da fare in caso di morso velenoso sia incidere per far sanguinare aiutando l’espulsione
del veleno tramite suzione per evitare il più possibile che le tossine entrino in circolo).
La piantaggine è pianta febbrifuga, purificatrice del sangue, con azione speciale sui polmoni e la gola.
È anche un ottimo astringente venoso, utile in caso di varici e celebrato antiemorroidario.
I semi vengono usati in medicina tradizionale cinese come tonici yin e le loro caratteristiche mucillaginose sono preziose in caso di ustioni ed
infiammazioni.
(Dott. Alessandro Gulletta, 2024)