È un potente rampicante appartiene alla famiglia delle araliaceae.
Sebbene conosciuta solo per le sue qualità ornamentali e per la sua capacità di ricoprire velocemente pressoché qualunque superficie,
l’edera è una cornucopia di virtù, di cui oggi vi indicherò solo le più facilmente utilizzabili, anche perchè varie parti della
pianta vanno usate con molta cautela.
A livello vibrazionale, come floriterapico o come dinamizzazione omeopatica di tinture spagiriche, l’edera serve per le persone soffocanti, che si
appoggiano totalmente sul partner o su familiari o altre persone vicine fino ad annientarle per trarne sostegno; può insegnare a prendere coscienza di questa
caratteristica comportamentale ed abbandonarla sublimandola.
Dall’altro lato, può essere usata, in altri dosaggi e ben dinamizzata, proprio per le persone vittime di situazioni simili per prenderne coscienza
a livello profondo ed operare in se stessi i cambiamenti necessari per impedire che individui del genere si attacchino loro, come l’edera ad un albero,
finendo per distruggerle.
Da un punto di vista strettamente fisico, invece, la troviamo utile per uso esterno come disinfiammante e per ridurre i tessuti cellulitici, tanto che spesso
viene inclusa in preparati anticellulite assieme ad altre piante come la centella asiatica.
in genere le quantità che si trovano nei preparati commerciali sono ridicole e sufficienti appena a giustificare la menzione sulla scatola a scopo
pubblicitario, ma visto che la pianta cresce pressoché ovunque ed in modo molto vigoroso, alle ragazze di buona volontà il materiale sufficiente per
preparare dei buoni impacchi non dovrebbe mai mancare (non finirò mai di ricordare a tutti che le piante di città non andrebbero MAI usate perchè
spesso accumulano nei propri tessuti alte quantità di sostanze tossiche).
Un’altra interessante applicazione dell’edera è quella tricologica: se ne ricava un’ottima soluzione per lavare i capelli
(che oltretutto rende più neri) e grazie all’alta quantità di saponine contenuta sgrassa perfettamente il cuoio capelluto senza tuttavia lasciare
i capelli secchi.
Le sue proprietà sono ancora tante e molto interessanti, ma essendo una pianta per certi versi un po’ "rischiosa" penso sia meglio
limitarsi alle indicazioni per uso esterno.
È un vero toccasana per la pelle ed oltre che in impacchi può usarsi come decotto nell’acqua del bagno, per risciacquare i capelli,
come olii, impiastri o pomate per eliminare calli, duroni, pruriti e per favorire cicatrizzazione di ferite e guarigione di ustioni.
Posta sul decorso della linea del dolore, ha anche azione antinevralgica.
(Dott. Alessandro Gulletta, 2023)