Medicina Tradizionale Cinese - MTC e Medicina moderna


[Foto Annie Spratt - unsplash]

 

La Medicina Tradizionale Cinese (MTC), costituendo, assieme all’Ayurveda, uno dei più antichi e provati sistemi medici del pianeta, è senza dubbio da considerare patrimonio dell’Umanità.

Nonostante tutto, essa viene spesso ancor oggi guardata con sospetto, come fosse un antiscientifico relitto del pleistocene e poco più che una curiosità storica giunta fino a noi per chissà quale recondito scherzo del destino.

In realtà, nonostante gli ostacoli e le demonizzazioni da parte del moderno sistema medico-farmaceutico (che naturalmente vede in essa un pericolosissimo avversario per il monopolio della salute della gente), sono sempre di più sia i medici che decidono di formarsi in MTC ed operare seguendone principi e tecniche, sia le persone che preferiscono scegliere questo sentiero terapeutico invece di continuare sulla via tracciata dall’attuale "medicina ufficiale".
Per qualcuno potrà naturalmente trattarsi solo di una moda, ma il fatto è che la scelta sembra diventare quasi obbligata.

Da un lato abbiamo un corpus di conoscenze mediche provate e riprovate durante i millenni, che tiene conto persino delle alterazioni fisiologiche provocate dagli stati d’animo (dunque una medicina psicosomatica ante litteram); dall’altro un sistema medico basato sullo studio dei cadaveri e sull’uso massiccio di farmaci sperimentali che non di rado hanno provocato decine di migliaia di morti (per singolo farmaco) o di orribili menomazioni (basti pensare agli spaventosi effetti del talidomide, per cui i bambini delle donne che avevano usato il farmaco nascevano senza braccia).

La scelta, vedendo le cose come stanno realmente (dunque oltre il velo della propaganda), non può che ricadere sul primo (un Sistema Medico che abbia resistito alla prova dei secoli e non riservi dunque brutte sorprese inaspettate), ma cosa spinge dunque ancora le persone a continuare ad affidarsi ciecamente alla "Medicina ufficiale"?
Alla base di tutto ciò, a parte l’ignoranza di base, c’è la massiccia campagna di disinformazione lanciata agli inizi del secolo scorso dalle potenti famiglie che detenevano (e tutt’oggi detengono) il controllo del mercato petrolifero.
Presto questi imprenditori si resero conto che, grazie alla magia della chimica organica, quel fluido vischioso estratto dalle profondità della terra poteva essere usato come base di partenza per creare a costi bassissimi praticamente qualunque cosa: dai materiali tessili ai farmaci.
La possibilità di entrare in un campo tanto importante (e redditizio) spinse queste famiglie a lanciare, manifestamente, massicce campagne mediatiche che magnificavano le "virtù" dei farmaci sintetici che venivano pubblicizzati come rimedi a tutti i mali (cosa che l’esperienza di decenni e decenni di fallimenti e ritiri dal mercato ci dimostra essere totalmente falsa) e, nascostamente, campagne di "riorientazione politica" volte alla promozione in ogni Stato della medicina farmaceutica ed allo screditamento (ove non ad una vera e propria demonizzazione), delle Medicine tradizionali.
Semplicemente, si incollò al neonato sistema medico-farmaceutico (totalmente sperimentale, poiché buona parte delle sostanze impiegate non erano mai state utilizzate da essere umano e non se ne conoscevano quindi i possibili effetti collaterali) una veste di scientificità (in quanto moderno), mentre tutti i sistemi medici tradizionali vennero tacciati di antiscientificità.
Tutto qui.

Martellando continuamente sui due fronti, l’informazione voluta (ancorché completamente falsa) passò e si installò nelle menti di milioni di ingenui portando ad un cambiamento di rotta epocale e, fatalmente, verso il baratro.

Sistemi Medici creati da menti geniali, testati, ritestati, arricchiti ed affinati nel corso di molti secoli, vennero ridicolizzati e messi da parte come semplice frutto di stupide superstizioni; mentre il nuovo sistema che avrebbe finito per costituire uno dei maggiori mercati del mondo, grazie a qualche immagine di provette ed uomini in camice bianco, venne presentato come l’unico "scientifico" ed affidabile.

Oggi più che mai ci si rende conto di come le cose non stessero esattamente come raccontava la pubblicità.
Gli scandali sugli effetti deleteri (e spesso mortali) di decine di molecole spacciate dalla "Scienza" come miracolose e perfettamente sicure, sebbene velocemente insabbiati, rimangono nella memoria dell’Umanità e, seppur con incredibile lentezza, iniziano a far vacillare la cieca fede nelle parole degli spacciatori di pillole magiche.

Dall’altro lato, quello della tradizione, ci si va rendendo conto del fatto che il tempo, l’osservazione e la lunghissima pratica, hanno reso i sistemi medici tradizionali perfettamente sicuri ed affidabili; del resto furono sviluppati in un periodo in cui l’imperativo era quello di far star meglio le persone e non di imbonir loro prodotti per rendere gli umani semplici consumatori.

Tralasciando per un attimo le caratteristiche tecniche e le reali possibilità terapeutiche dei due sistemi (considerando, per giustizia, come anche la moderna Medicina abbia i suoi pregi e non tutti i medici siano semplici rappresentanti delle case farmaceutiche), una delle differenze più interessanti ed emblematiche fra i due sta nel rapporto economico tra medico e paziente: nel sistema moderno il medico (e quindi le farmaceutiche) più la gente sta male e più guadagna; il medico tradizionale cinese, invece, veniva pagato perché la gente non stesse male e, finché i suoi assistiti stavano bene, riceveva il proprio onorario, mentre, nel momento in cui qualcuno si ammalava, smetteva di essere pagato e doveva (a spese proprie) provvedere a riportare l’assistito in condizioni ottimali.
Va da sè come nel primo caso, quello della moderna "Medicina scientifica" (che sarebbe forse meglio definire MMM: "Mercato mondiale della malattia") l’ideale sia avere sempre più malati …e possibilmente cronici.
Nel caso della MTC, invece, era estremamente importante essere tanto capaci ed efficienti da ridurre al minimo il numero dei sofferenti.

Con questo non si vuol sostenere che la MTC sia comunque sempre una buona scelta e la Medicina moderna un demone da combattere a tutti i costi.
Bisogna sempre considerare, in primis, la qualità dell’operatore: ci sono (tanto dal punto di vista morale, quanto della preparazione teorica e tecnica) pessime, medie ed ottime persone da entrambi i lati.

Certo è che, se invece di trasformare ogni cosa in malattia e mettere il profitto economico avanti a tutto, iniziassimo ad orientarci un po’ più verso il concetto di salute (a 360 gradi, come peraltro riportato nell’atto costitutivo dell’OMS) e sostenere un po̱ più i valori che un tempo venivano ascritti al termine "umanità", le cose andrebbero meglio per tutti.
Il mero profitto economico è infatti un concetto estremamente limitato ed appare positivo solo se si mantiene una visione tanto ristretta (o moralmente tanto meschina) da non considerare il peso delle "esternalizzazioni" i cui costi ricadono su tutta la comunità e sull’ambiente.

(Dott. Alessandro Gulletta, luglio 2026)

 

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