Il Cactus dragone, anche conosciuto come pitaya, è una cactacea rampicante a sezione triangolare e margine ondulato tipica delle foreste delle zone tropicali umide.
I suoi fiori, candidi, giganteschi, si aprono solo per una notte ed al mattino perdono già vigore e vanno appassendo.
Nel Sudest Asiatico (Vietnam, Tailandia..) viene abbondantemente coltivato per i frutti (appunto, i frutti del drago), che ormai possiamo a volte trovare in commercio anche da noi (per quanto trovo che quelli del commercio siano veramente scarsi e quasi totalmente privi del deliziosi sapore di quelli cresciuti naturalmente).
Nonostante l’origine tropicale, almeno nelle zone a clima più temperato delle nostra penisola, si adatta al clima senza problemi prosperando come fosse a casa propria anche in pieno sole.
Pianta di facilissima coltivazione ed a crescita molto rapida, colonizza velocemente reti, muri e pareti di roccia regalando nelle notti estive spettacolari fioriture e, se impollinato, eccellenti frutti a polpa bianca o viola a seconda delle varietà.
In Brasile, come imparavo da un guaritore locale, così come da noi è entrato nell’uso erboristico comune quello del suo "cugino", il Selenicereus grandiflorus, il fiore viene usato per lavorare sui problemi del cuore.
(Dott. Alessandro Gulletta, 2026)